La Certificazione Energetica, quella che attribuisce una classe energetica dalla A alla G, sta diventando sempre più conosciuta e apprezzata da parte degli italiani. Conosciuta perché il tema del risparmio energetico, toccando il portafoglio di tutti, si diffonde sempre di più. Conveniente in quanto il mercato immobiliare è legato all’efficienza energetica di un immobile. Dopotutto chi vorrebbe acquistare un’auto di lusso con le prestazioni di un’auto scadente?
Tuttavia è evidente che a parte la sistemazione degli edifici in una delle varie classi energetiche, da A a G, essa è ancora in gran parte un oggetto oscuro e raramente si comprende il significato degli indici che vi sono contenuti, che permettono confrontare l’efficienza energetica di un immobile rispetto ad un altro. Di seguito proviamo far luce su vari indici contenuti nel Certificato Energetico, in rapporto al modello proposto nelle Linee guida nazionali, tenendo conto che alcuni modelli regionali a volte differiscono in maniera sostanziale fra di loro e dal modello nazionale stesso.
Nel caso di una abitazione, nel Certificato Energetico sono riportati dei "tachimetri" che includono anche un indice numerico espresso in "kWh/m2 anno" che poi si trovano anche in seconda facciata definiti come EPi, EPacs e Epgl.
L’EPi è "l’Indice Energia Primaria per il Riscaldamento Invernale". Rappresenta l’energia che si consuma in un anno per riscaldare un metro quadro dell'immobile, espressa in "kWh/m2 anno". Questo è l’indice più importante, che meglio consente di comparare i vari immobili fra loro, facendo riferimento alla prestazione del riscaldamento.
Considerando ad esempio due immobili, se l’Attestato di Certificazione energetica indica che uno ha indice EPi di 93,0 kWh/m2anno e l’altro ha indice EPi di 203,0 kWh/m2anno, significa che il secondo “consuma” più di due volte l'energia utilizzata del primo per ogni metro quadro, senza considerare la dimensione dell’appartamento.
L’EPacs, (indice energia primaria per la produzione di acqua calda sanitaria) indica invece il consumo annuo finalizzato alla produzione di acqua calda sanitaria, sempre riferita ad ogni metro quadro della casa. Il suo valore dipende in gran parte dal modo con cui essa viene prodotta, ossia se con caldaia autonoma, boiler elettrico, boiler a gas, etc..
In genere l’apparato meno efficiente che porta ad un valore di EPacs più alto è quello con boiler elettrico.
La somma dei due indici "EPi"+"EPacs" fornisce quello che nella Certificazione Energetica è chiamato "EPgl" (Indice Energia Primaria Globale) che non è altro che la somma degli altri due ed è il "tachimetro" più grande che si trova nella prima pagina del certificato. E’ importante rilevare che la collocazione in una delle classi energetiche da A a G, fa riferimento proprio a quest’ultimo indice, l’EPgl.
Perché un fabbricato ottenga una “buona” classe, occorre che siano efficienti sia il sistema edificio-impianto sul riscaldamento, sia il sistema di produzione e distribuzione dell’acqua calda sanitaria.
Nella seconda pagina del Certificato Energetico, troviamo la stessa espressione dell’EPgl, restituito graficamente in forma di scala, con il posizionamento dell’immobile nella graduatoria. Ma ci sono ancora altri dati utili e sono contenuti nella tabella “Dati prestazioni energetiche parziali”.
Un altro indice da vedere è L’Epi,invol. (che non è da confondere con l’EPi di cui si è parlato sinora). L’EPi,invol. è l’energia “dispersa” dalla casa (e dipende dalle dispersioni, dalla ventilazione, dagli apporti interni e da quelli solari), mentre l’EPi è l’energia che “consumiamo” per compensare quella dispersa tenuto conto delle perdite di efficienza dell’impianto di riscaldamento, che a loro volta dipendono dal tipo di caldaia, dall’isolamento delle tubazioni, dal sistema di regolazione, etc..
In pratica, si può dire che un edificio con un EPi,invol. alto disperde molta energia e quindi avrà di conseguenza un EPi alto e una classe energetica negativa.
Un’idea di quanto sia efficiente l’impianto di riscaldamento la si ha leggendo il valore del rendimento energetico medio dell’impianto, quanto più è alto il numero tanto è migliore.
Questi sono i valori principali da verificare nel leggere il Certificato Energetico. Essi sono importanti per comprendere la qualità energetica della casa, ancor più che la collocazione in una classe piuttosto che un'altra, ove si tenga conto che a volte la differenza di un solo kW può far passare da una classe superiore a una inferiore e che, soprattutto in caso di immobili poco efficienti, avere un consumo ad es. di 230,0 kWh/m2 anno o di 670 kWh/m2 anno può porre l’edificio sempre in classe G, ma la quantità di energia necessaria al funzionamento varia di 3 volte da uno all’altro.
E’ interessante anche la sezione delle Raccomandazioni, in cui si possono trovare tutti i suggerimenti per migliorare l’efficienza dell’edificio, con i rispettivi valori di EPgl. Tale valore, espresso al fondo come “Prestazione energetica raggiungibile” è riferito all’esecuzione di tutti gli interventi di miglioramento suggeriti dal certificatore."